L'incontro con il Santo Padre

Roma, 22 dicembre 2000 


Riflessioni a voce alta su una giornata indimenticabile.

 

Caro Ernesto,

ti scrivo queste poche righe per testimoniare a te e a tutti coloro che come te dedicano la propria vita ad aiutare il prossimo quanto sia importante la forza della carità. 
L’incontro con il Santo Padre mi ha lasciato delle forti emozioni che non potrò mai dimenticare, e con questa mia vorrei trasmetterle a tutte le persone che ogni giorno hanno a che fare con la sofferenza. Per quanto la vita possa riservarci dure prove da superare, c’è una grande forza che ci appartiene e che nessuno potrà portarci via: la speranza, la voglia di lottare e di andare avanti nonostante tutto. 
Il mio messaggio è rivolto soprattutto alle nuove generazioni, spesso sbandate e confuse. Ragazzi che hanno dimenticato il senso della vita ed il valore di un ideale. Sono gli stessi giovani, da te tanto amati, a cui insegni a vivere con dignità, nel rispetto degli altri e con il desiderio di aiutare il prossimo. 

Insieme a te, quasi come se riflettessi a voce alta, vorrei ripercorrere alcune tra le date più significative della mia esistenza; quelle in cui ho dovuto superare grandi prove, in cui mi sono ritrovato a fare i conti con la paura e l’abbandono, ma anche le date in cui ho avuto dalla vita gioie e conferme della provvidenza divina.

1988 Insieme all’amico Michele (l’emofilico che con il suo schizzo di sangue infettò di AIDS l’infermiera di Torino – primo caso documentato al mondo) consegno al Santo Padre il primo libro d’informazione per la lotta all’AIDS. Si può vedere la foto sul sito Internet www.politrasfusi.it. Scelsi che il Papa fosse la voce che comunicasse a tutto il mondo che l’AIDS è una malattia dei comportamenti e non della morale. 

1996 il giorno 22 dicembre, mi viene comunicato di essere colpito da un kankro dei più brutti…
ed il 7 gennaio dell’anno dopo (il giorno prima del mio intervento) un omino di nome Ernesto mi viene a trovare e mi consegna un libro dal titolo “Dio non guarda l’orologio” ed un Rosario donato dal Santo Padre che porto con me tutti i giorni. 

1998 il 6 Agosto nasce la mia nipotina Federica, divento nonno. Dopo due mesi perdo la persona che mi ha dato alla luce, mia mamma. Solo la fede e l’aiutare gli altri mi danno la forza di continuare a vivere. Intanto il 27 Novembre il Tribunale Civile di Roma Sez. I, riconosce la responsabilità del Ministero della Sanità per i danni fisici e morali riportati dalle persone contagiate a seguito delle somministrazioni di sangue e/o emoderivati. 

2000 Vengo assolto dal Tribunale penale di Pisa dall’accuse di chi voleva soltanto bloccare le mie battaglie contro i responsabili della Strage di Stato. 

Ottobre: la Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo condanna lo Stato Italiano a risarcire gli 80 emofiliaci per il danno patito
a causa del sangue infetto.
12 dicembre l’Associazione Politrasfusi Italiani a Trento si costituisce parte civile al fine di ottenere l’accertamento delle responsabilità
penali di tutti coloro che hanno infettato i politrasfusi italiani creando una “Strage di Stato”
22 dicembre incontro a Roma il Santo Padre grazie ad Ernesto Olivero fondatore del SER.MIG.

Con questo piccolo, breve frammentato percorso ho voluto portare la mia testimonianza che spero aiuti chiunque ad affrontare la propria vita con maggiore impegno e fiducia. Grazie a te e a tutte le persone che, come te, aiutano gli altri. Mi auguro che Dio non fermi presto il loro orologio. 

 

Tuo. 



Angelo Magrini

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