Dopo
le recenti informazioni apparse in questi giorni su tutti i quotidiani,
l'A.P.I. ribadisce quanto da anni denuncia, ed è stupita per l'ennesimo
isterico comunicato stampa da parte di esponenti come il Prof. Girolamo
Sirchia ed il Prof. Fernando Aiuti, esponenti così autorevoli
dovrebbero informarsi meglio sui periodi delle infezioni ed i rischi.
Lo Stato, anziché preferire un'informazione sicura, magari cruda e dura
ma reale, preferisce mettere la testa sotto la sabbia e non allarmare i
poveri cittadini che senza tante notizie allarmistiche vivrebbero,
sempre a detta degli esponenti di cui sopra e da chi ci governa, assai
più contenti e tranquilli.
Riteniamo invece che deve 'essere data alla popolazione una informazione
"cruda" e diretta! Non temiamo di allarmare coloro che da
anni, se non addirittura dalla nascita, frequentano un giorno sì e uno
no gli ospedali ed i centri trasfusionali: Vi assicuro che sono ben
collaudati alla paura, allo stress, all'ansia, ma ancora di più sono
abituati alla voglia di vivere, di combattere, di sapere!
Il
dossier è stato presentato:
al Presidente Commissione Antimafia del Governo Italiano On.le Luciano
Violante, perché sulla base delle nostre conoscenze e della nostra
documentazione, dietro questa scandalosa tragedia c'è un clima di
intimidazione proprio dei metodi mafiosi.
MAFIA NON E' SOLO
QUELLA CHE SPARA ma è anche quella che ha "AVVELENATO" IL
SANGUE ITALIANO PER TRARRE NUMEROSI PROFITTI.
alla
C.G.I.L. nelle mani del suo rappresentante BRUNO TRENTIN.
L'Associazione
Politrasfusi si costituirà Parte Civile e nomina quali parti offesa i
legali:
AVV.Adiano SAPINO e Valerio DURANTE del foro di Torino.
ribadiamo quindi in maniera sintetica:
i
casi segnalati dalla nostra associazione non
si riferiscono a contagi avvenuti negli ultimi mesi, ci
mancherebbe! Sono piuttosto
la conferma di quanti fossero coloro che, infettati per via
trasfusionale negli ultimi anni, avevano scelto, per ignoranza o paura,
la via del silenzio e solo oggi, dopo cinque anni, grazie alla
magistratura ed al sindacato CGIL, si potrà far luce sul passato.
Quanto
dichiarato dal Prof. F.Aiuti e
dal Prof. Sirchia (anche se personalmente stimo per la loro alta
professionalità quale rapporto medico paziente), non è vero per il
sangue italiano così pure per gli emoderivati.
Per il sangue donato in Italia:
Lo
stesso Professore Aiuti in Commissione Nazionale per la lotta all'aids
(vedi verbali del 1988) dichiarava che nel Sud Italia i test dell'aids
per tutto il 1986 e parte del 1987 non veniva fatto sul sangue donato.
Lo conferma il decreto n° 14 del 15 gennaio 1988 del ministro della
Sanità che ha reso obbligatori i controlli anti aids sulle donazioni di
sangue dei donatori italiani. Tutto questo pur sapendo che i test erano
disponibili già dall'aprile 1985.
Per gli
emoderivati:
il
21 luglio 1990 esce il decreto (G.U. del 22/8/90) sulle "misure
dirette ad escludere il rischio di infezioni epatitiche da trasfusioni
di sangue", che impone
il test dell'epatite C, però non impone tali misure sui derivati del
sangue.
Il
28/11/90 nel corso di un convegno tenuto ad Amsterdam dalla CEE, dal
titolo "Blood in Europe", l'A.P.I. espone i problemi
dell'epatite C trasmessa tramite gli emoderivati, dichiarando pure
responsabili lo Stato italiano delle future infezioni che potranno
avvenire in Italia per cause da imputare agli emoderivati.
Contemporaneamente
la rivista autorevole "The lancet" pubblica nel volume 336,
pagina 1377, un articolo del Prof. F. Aiuti dove si dimostrerebbe che le
gammaglobuline trasmettono il virus dell'epatite C.
Questi emoderivati sono tuttora in
circolazione!
PERTANTO
ANCORA OGGI SUGLI EMODERIVATI RIMANE IL GRAVE RISCHIO DI CONTAGIO DA
EPATITE C IN QUANTO SUL MERCATO CI SONO EMODERIVATI NON SONO TESTATI A
MONTE SU OGNI SINGOLO DONATORE DEL VIRUS DELL'EPATITE C
CRONISTORIA DEI
FATTI:
passato:
DAL 1 APRILE 1985 C'E' LA DISPONIBILITA' SUL MERCATO DEL TEST CHE
INDIVIDUA LA SIEROPOSITIVITA'.
DAL 30 APRILE 1986 IL MINISTERO DELLA SANITA' HA RESO
OBBLIGATORIO IL TEST MA SOLO PER GLI EMODERIVATI D'IMPORTAZIONE
FINO AL FEBBRAIO 1987 GLI EMODERIVATI NON TESTATI SONO RIMASTI
SUL MERCATO.
SOLO IL 15 GENNAIO 1988 PER IL SANGUE DONATO IN ITALIA SI E' RESO
OBBLIGATORIO IL TEST.
presente:
OGGI
TUTTE LE SACCHE DI SANGUE DONATO VENGONO CONTROLLATE ATTRAVERSO PIU'
METODI CHE RIDUCONO DI MOLTO IL RISCHIO DI CONTRARRE IL VIRUS DELL'AIDS
E DELL'EPATITE MA NON LO ELIMINANO DEL TUTTO.
INFATTI MOLTI RICERCATORI SOSTENGONO CHE, SEPPUR PICCOLO, IL RISCHIO DI
INFEZIONE DA HIV E DA EPATITI PER I TRASFUSI ESISTE, IN QUANTO, DURANTE
LA FASE INIZIALE DELL'INFEZIONE, GLI ATTUALI TEST NON SONO IN GRADO DI
RILEVARE L'INFEZIONE (FASE FINESTRA IMMUNOLOGICA).
LA PROBABILITA' CHE UNA UNITA' DI SANGUE CAUSI SIEROCONVERSIONE SONO:
PER HIV
1 SU 40.000.
n7
PER L'EPATITE
1 SU
200.
(FONTE O.M.S. - C.E.E. - FIDAS - Ministero della Sanita' C.N.T.S.
vedi presentazione "buon uso del sangue" Roma 10 luglio 1993)
VEDI DICHIARAZIONE PROF.G.SIRCHIA SULL'EUROPEO 14/2/92!
INOLTRE
IL DECRETO DEL 30 DICEMBRE 1992 (PUBBLICATO G.U. 13 GENNAIO 1993) DOVE
CITA:
"MISURE DIRETTE AD ESCLUDERE IL RISCHIO DI INFEZIONE DA HIV2 DA
TRASFUSIONI DI SANGUE E SOMMINISTRAZIONE DI EMODERIVATI"
nell'articolo
2 si dichiara che possono essere destinate alla trasfusione diretta
di sangue e suoi componenti solo le unità che oltre a
soddisfare i
requisiti già stabiliti, siano risultate negative alla ricerca
degli anticorpi anti HIV2.
nell'articolo
4 della stessa legge si cita (...) Le aziende farmaceutiche
autorizzate alla produzione di emoderivati, le aziende farmaceutiche
importatrici di plasma o di emoderivati devono attenersi alle
disposizioni come segue:
a)
tutti gli emoderivati devono essere preparati esclusivamente a partire
da unità di sangue o di plasma che siano risultate anche alla ricerca
degli anticorpi anti HIV2.(...)
L'articolo
5 dello stesso decreto recita:
1)
Il presente decreto entra in vigore il quindicesimo giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
Italiana.
2)
Le disposizioni dell'art. 4 si applicano a partire dal
centottantesimo giorno successivo a quello dell'entrata in vigore del
presente decreto.
Roma, 30 dicembre 1992
Il
Ministro: De Lorenzo!
Ebbene
questo decreto è ancora disatteso per gli emoderivati!
Sul mercato vengono importati o distribuiti ancora emoderivati non
conformi al decreto di cui sopra!
Pertanto
Chiediamo un
intervento dei NAS affinchè confermino quanto da noi dichiarato e che
controllino a campione cartelle cliniche ospedaliere perchè molti
chirurghi ancora oggi non fanno firmare il consenso informato, stessa
cosa dicasi per gli emofilici che fanno la terapia domiciliare, non
firmano il consenso informato dal medico curante.
Far firmare dopo le nostre denunce, il cosiddetto "consenso
informato" a chi riceve il sangue e suoi derivati, non dev'essere,
e neanche lontanamente sembrare, una "scappatoia per lo Stato,
altrimenti potrebbe essere vantaggioso, per le compagnie
d'assicurazione, far firmare all'atto della consegna del talloncino
della polizza RC auto, un foglio con sopra scritto "Le ricordiamo
che, andando in giro in auto, le possono capitare degli incidenti, per i
danni dei quali dovrà
provvedere personalmente"
l'esempio potrebbe calzare anche per gli infettati per vie trasfusionali
dopo l'ottenimento del decreto del 24/1/91, art.19 che obbliga il medico
ad informare i pazienti sugli eventuali rischi infettivi che una terapia
trasfusionale può comportare ottenendo dal paziente il "consenso
disinformato".
Non vorremmo che il consenso informato sia una scappatoia da parte delle
strutture pubbliche, che in caso di malaugurata necessità potrebbero
benissimo sventolare sotto il naso dello sventurato il foglio firmato
citando il famoso detto "hai voluto la bicicletta, ora
pedala!", addossando tutte le responsabilità ai donatori di
sangue.
A
SSERIRE
CHE I CASI DI SIEROPOSITIVITA' SI RIFERISCONO A PRIMA DEL 1985 E' PROVA
DI MALAFEDE (GRAVE) O DI IGNORANZA (ANCOR PIU' GRAVE SE PROVIENE DA
ISTITUZIONI O DA LUMINARI COME I REFERENTI DI CUI SOPRA).
Ci
domandiamo:
il
Ministro non sà che gli emoderivati infettanti sono stati lasciati
incoscientemente sul mercato fino al febbraio 1987, pur sapendo che
potevano trasmettere il virus dell'aids?.
il
Ministro non sà che l'obbligatorietà del test dell'HIV sul sangue
donato in Italia è stata data con decreto n°14 del 15/1/1988?
il
Ministro è ignaro del fatto che ancora oggi gli emoderivati
(gammaglobuline ad esempio) non sono sicuri al 100% (VEDI
INDAGINI
CONOSCITIVE E DOCUMENTAZIONI LEGISLATIVE CAMERA DEI
DEPUTATI MARTEDI 28 GENNAIO 1992 dove si dichiara che le
infezioni
epatitiche sono sotto la misura del 5%) ?.
il
Ministro non sà che
i tecnici che le fanno dare le risposte alle interrogazioni scritte
(es. fascicolo 48 del Senato della Repubblica del
13/10/1993 pag.
1659-1660) sono inattendibili, e sono la conferma che c'è della
malafede?
il
Ministro non sà che le percentuali si riferiscono a donatori
volontari e periodici, mentre per le donazioni dei donatori
occasionali, si
riscontra una percentuale di sangue infetto di circa
7,5 volte al tasso presente tra i donatori volontari?
il
Ministro non sa che nella pubblicità del Ministero della Sanità c'è
scritto (...) Ad esempio, per lo screening dell'HIV, agente
eziologico
dell'AIDS, la probabilità di falsi negativi è
dell'ordine da 1:10.000 -1:100.000 molto bassa, ma tuttavia
incombente.(...).?
il
Ministro dimentica che i cittadini che hanno richiesto il danno
biologico allo Stato per cause da imputare a sangue e suoi derivati
non
adeguatamente controllato nonostante la legge 210/92 del 25
febbraio 1992 a tutt'oggi non un solo cittadino è stato risarcito
nonostante
siano passati 20 mesi?.
Il
Ministro dimentica che l'Italia è ancora dipendente dalle
importazioni del sangue per oltre il 67% a scapito della salute
pubblica, e che la
legge 107/90 (autosufficianza del sangue
italiano) non è ancora decollata?.
Cosa
aspetta il Ministro?
Aspetta
forse un intervento della magistratura per localizzare cause e
responsabilità oppure riesce a raccogliere il grido di allarme
dell'Associazione Politrasfusi Italiani e a far attuare quelle norme
atte a salvare le vite umane e a riconoscere economicamente quelle
colpite da infezioni da virus?
L'Associazione
dei Politrasfusi, che rappresenta un numero considerevole di cittadini,
infettati da sangue compromesso (sangue infetto o non adeguatamente
controllato) o di emoderivati non inattivati in modo idoneo da Hiv,
epatite di tipo a, di tipo b, di tipo c, ha dichiarato guerra ai
responsabili della salute pubblica e, anche se spaleggiato da un
esercito di deboli, è forte di una umana coscienza anche per il
riconoscimento del diritto dell'indennizzo per il danno biologico
derivato da terapie trasfusionali.
Confidiamo nella giustizia affinchè il "burocrate" ed il
"politico" sia giudicato non solo da quel debole esercito
soccombente ma da una forte magistratura!
ECCO IL PERCHE' IL COMITATO DEI FAMIGLIARI DELLE PERSONE DECEDUTE PER
CAUSE TRASFUSIONALI HA INVOCATO LA MAGISTRATURA AFFINCHE' VENGANO
CONGELATI TUTTI I BENI DI DUILIO POGGIOLINI. QUESTI FONDI SERVIRANNO A
DARE LA COPERTURA FINANZIARIA PER UN EQUO INDENNIZZO DEL DANNO BIOLOGICO
A QUANTI NE HANNO FATTO RICHIESTA ALLO STATO ( 3228 SONO LE DOMANDE DI
INDENNIZZO AL 16 SETTEMBRE 1993 FERME PERCHE'
MANCA LA COPERTURA FINANZIARIA E PERCHE' MANCA IL PERSONALE CHE FACCIA I
CONTEGGI). QUESTA RICHIESTA DELL'ASSOCIAZIONE POLITRASFUSI
ITALIANI E' FATTA PERCHE' RITIENE CHE IL PROF.DUILIO POGGIOLINI SIA UNO
DEI TANTI RESPONSABILI DI QUESTA "STRAGE DI STATO" NON AVENDO
TEMPESTIVAMENTE RITIRATO DAL COMMERCIO GLI EMODERIVATI INFETTANTI
PRIVILEGIANDO LE MULTINAZIONALI DEL SETTORE A SCAPITO DELLA SALUTE
PUBBLICA.
